
Le pizzelle fritte, note anche come montanare, sono una delizia napoletana che incanta tutti i sensi. L'impasto soffice e lievitato, fritto fino a doratura perfetta, crea una croccantezza esterna che cede a un interno morbidissimo e alveolato. La salsa di pomodoro dolce e fragrante, appena accennata, si sposa con la cremosità del formaggio fuso che fila al taglio. Ogni boccone è un equilibrio tra il calore avvolgente della frittura, l'acidità vivace del pomodoro e la sapidità del formaggio, con un finale lievemente aromatico dell'olio di frittura. Servite fumanti, emanano un profumo irresistibile di pizza appena sfornata, con note di lievito e basilico fresco.
Consumare preferibilmente al momento per preservare la croccantezza. Se avanzate, riporle in un contenitore ermetico a temperatura ambiente per massimo 24 ore. Per riscaldarle, utilizzare un forno caldo a 180°C per 3-4 minuti o una padella antiaderente a fuoco medio, evitando il microonde che le renderebbe molli. Non congelare l'impasto già fritto, poiché perderebbe la consistenza caratteristica.
1. Per una frittura omogenea e senza eccessivo assorbimento d'olio, mantenere la temperatura dell'olio costante a 170-175°C e friggere pochi pezzi alla volta. 2. Aggiungere un cucchiaino di zucchero all'impasto per favorire una doratura più uniforme e una crosta più croccante.

Per preparare le pizzelle fritte iniziate a realizzare l'impasto, come prima cosa versate un po' della quantità d'acqua indicata (a temperatura ambiente) in una piccola brocca. Aggiungete il lievito di birra fresco sbriciolato e mescolate con un cucchiaino fino a scioglierlo completamente. Lasciate riposare il lievito e nel frattempo posizionate circa il 30% della farina su un lato della madia. La madia è un contenitore in legno, che riesce a sopportare bene la temperatura dell'impasto e permette che questo non si attacchi ai bordi. Se non l'avete, potete utilizzare un contenitore in legno o una ciotola in vetro. Quindi versate anche l'acqua nell'altra metà della madia, evitando di versarla direttamente sulla farina.
Unite poi anche il sale nell'acqua e scioglietelo mescolando delicatamente con le mani. Non appena non sentirete più alcun granello iniziate a miscelare anche la farina.
Versate ancora un po' di farina e man mano con le mani, facendo un movimento rotatorio, miscelatela all'acqua. Quando avrete inserito circa il 50% della dose di farina, aggiungete all'impasto il lievito disciolto in precedenza. Proseguite aggiungendo ancora un po' di farina
e continuate ad impastare fino a che non l'avrete incorporata tutta: realizzare l'impasto a mano permette di regolarsi meglio sulla consistenza dell'impasto e capire se è necessario aggiungere ancora un po' di farina. A questo punto continuate a lavorare l'impasto all'interno della madia, o della ciotola, per 10-15 minuti fino a che non risulterà liscio ed omogeneo. Quindi lasciate lievitare l'impasto dentro la madia e delicatamente copritelo a contatto con un canovaccio pulito, leggermente inumidito. Lasciatelo lievitare in un punto al riparo da correnti d'aria o sbalzi di temperatura caldo-freddo.
Lasciatelo riposare per almeno 4 ore a temperatura ambiente, lontano da correnti d'aria. Trascorso questo tempo riprendete l'impasto e trasferitelo, utilizzando un tarocco, su un piano leggermente infarinato. Sempre utilizzando il tarocco dividetelo in porzioni da 50 g l'una. Con queste dosi otterrete circa porzioni.
Aiutandovi con un po' di farina, date a ciascuna porzione delle pieghe per formare una pallina, ponendo i lembi al di sotto e man mano posizionatele su un vassoio leggermente infarinato (la parte dei lembi ripresi e riportati al centro con le pieghe andrà a contatto con la base). Coprite con un canovaccio asciutto questa volta e lasciate riposare per almeno altre 2 ore, sempre in un posto lontano da correnti d'aria.
Nel frattempo occupatevi del sugo; trasferite i pomodori San Marzano in una ciotola di vetro e sfilacciateli con le mani; in alternativa potete utilizzare una forchetta. Poi versate un filo d'olio in un tegame, aggiungete uno spicchio d'aglio in camicia precedentemente schiacciato e lasciatelo soffriggere fino a doratura; poi eliminatelo.
Aggiungete quindi il pomodoro in padella e regolate di sale; unite poi anche l'origano e lasciatelo cuocere a fuoco lento per almeno mezz'ora, girandolo spesso, fino a che non si sarà ristretto.
Trascorse le 2 ore di lievitazione delle palline, mettete sul fuoco un tegame capiente con oliodi semi di arachide da portare alla temperatura di 180° massimo (controllate con un termometro da cucina). Utilizzando un tarocco aiutatevi a staccare dal vassoio una porzione alla volta e trasferitela sul piano di lavoro leggermente infarinato. Utilizzando i polpastrelli stendete la vostra prima pizzella, allargandola delicatamente (26-27).
Poi, utilizzando la punta del tarocco bucherellate leggermente la pasta; in questo modo in cottura non si gonfierà troppo. Non appena l'olio avrà raggiunto la temperatura indicata immergete la pizzella, schiacciandola al centro con un cucchiaio, in modo da evitare che si gonfi eccessivamente e per creare una cavità centrale che, una volta cotta la pizzella, raccoglierà a contenere il condimento.
Quando sarà ben dorata, scolate la pizzella con una sciumarola e posizionatela su un foglio di carta per fritti. Proseguite così a cuocere anche le altre. Non appena saranno cotte potrete condirle: versate un cucchiaio di sugo di pomodoro nella cavità di ciascuna pizzella
poi un po' di formaggio grattugiato. Ultimate con le foglioline di basilico fresco e servite le vostre pizzelle ancora calde!