
La frittura di calamari si presenta con un colore dorato brillante e uniforme, croccante al tatto e che emana un profumo invitante di mare fresco e olio caldo. Al primo morso, la panatura leggera e friabile si spezza per rivelare il calamaro tenero e succoso all'interno, con un sapore delicatamente dolce e salmastro che si scioglie in bocca. Il contrasto tra la crosta croccante e la morbidezza interna crea un'esperienza sensoriale appagante, spesso accompagnata da una spruzzata di limone che aggiunge una nota acida e fresca.
I calamari fritti sono ideali da consumare appena preparati per godere appieno della loro croccantezza. Se avanzati, conservarli in un contenitore ermetico a temperatura ambiente per non più di 24 ore, evitando il frigorifero perché l'umidità li renderebbe molli. Per riscaldarli, utilizzare un forno caldo (180°C) per 5-10 minuti o una padella antiaderente a fuoco medio, evitando il microonde che li rammollirebbe.
1) Per una panatura extra-croccante e leggera, mescolare la farina 00 con un po' di fecola di patate (rapporto 3:1) e passare i calamari nella miscela appena prima di friggere, scuotendo l'eccesso. 2) Friggere in olio di arachidi o di girasole a 180°C, immergendo pochi pezzi alla volta per evitare l'abbassamento della temperatura, e asciugarli su carta assorbente subito dopo la cottura per eliminare l'olio in eccesso.

Per preparate la frittura di calamari iniziate dalla pulizia dei calamari: sciacquateli sotto abbondante acqua fresca corrente, poi con le mani staccate delicatamente la testa dal mantello. Una volta estratta la testa, sempre con le mani, cercate la penna di cartilagine trasparente che si trova nel mantello ed estraetela delicatamente.
Passate nuovamente il calamaro sotto acqua corrente, lavatelo accuratamente ed aiutatevi con le mani per estrarre le interiora dal mantello. Passate quindi ad eliminare la pelle esterna: incidete con un coltellino la parte finale del mantello, quel tanto che basta per prendere un lembo della pelle, e tirate via completamente il rivestimento con le mani o aiutandovi con un coltellino. Per terminare la pulizia del mantello, sempre con un coltellino, rimuovete le pinne.
Tagliate il mantello ad anelli allo spessore di,5 cm oppure in alternativa potete ricavare delle striscioline sottili: aprite il mantello a libro, con un coltello incidetene la parte finale, dividetelo a metà e tagliate delle listarelle. Prendete i tentacoli ed eliminate il dente centrale aprendoli verso l’esterno con le mani e spingendo in alto la parte centrale (ovvero la bocca),
poi mettete il tutto in un colino per eliminare l'acqua in eccesso. Ora occupatevi della panatura: su di un vassoio distribuite la farina, poi disponete gli anelli di calamaro,
mescolandoli perchè la panatura aderisca bene su tutti i lati. Passateli in un colino, in modo che perdano la farina in eccesso. Ponete sul fuoco una pentola capiente con l'olio per friggere, controllando che la temperatura raggiunga i 170° con l'aiuto di un termometro da cucina. A questo punto friggete gli anelli impanati pochi alla volta per 3-4 minuti, fino a quando saranno ben dorati e croccanti.
Scolateli con una schiumarola e metteteli su un vassoio foderato con carta assorbente per far scolare l'olio in eccesso. Ragolate di sale a piacere e servite la vostra frittura di calamari al momento ben calda!