
Le pittule salentine sono soffici frittelle di pasta lievitata, tipiche della Puglia. Perfette per l'aperitivo, si gustano calde con un pizzico di sale o accompagnate da salumi e formaggi.
Consumare preferibilmente appena fritte. Si possono conservare per un giorno in un contenitore a chiusura ermetica a temperatura ambiente. Riscaldare brevemente in forno per renderle di nuovo croccanti.
Per pittule più soffici, assicurati che l'imposto abbia raddoppiato il volume. Per friggere bene, l'olio deve essere caldo ma non fumante (circa 170°C). Se non hai un termometro, prova a immergere un pezzetto di impasto: se sale subito a galla circondato da bollicine, l'olio è pronto. Usa sempre cucchiai bagnati con olio per staccare l'impasto senza che si attacchi.

Metti nel boccale l'acqua e il lievito di birra fresco. Sciogli il lievito mescolando per un minuto a 37 gradi.
Aggiungi la farina e il sale nel boccale. Amalgama velocemente gli ingredienti per 20 secondi.
Ora impasta bene per sviluppare il glutine. Lascia che le lame lavorino l'impasto per 2 minuti.
Versa l'impasto in una ciotola, coprilo con la pellicola e lascialo lievitare in forno spento con la luce accesa fino a quando non sarà ben raddoppiato. Ci vorrà circa un'ora e mezza.
In una pentola alta, porta abbondante olio di arachidi a 170°C. Intingi due cucchiai nell'olio, prendi una porzione di impasto e forma una pallina da friggere. Fai cadere delicatamente in olio.
Frìggi le palline di impasto, girandole spesso, finché non saranno gonfie e di un bel colore dorato uniforme.
Scola le pittule su carta assorbente e servile subito, calde, con un pizzico di sale o insieme a salumi e formaggi.