
La tempura italiana reinterpreta la tradizione nipponica con un tocco mediterraneo: la pastella, leggera come una nuvola, avvolge gli ingredienti in un mantello dorato e croccante che scricchiola al primo morso. All'interno, le verdure o i frutti di mare restano teneri e succosi, creando un contrasto sensoriale tra esterno fragrante e interno morbido. Servita caldissima, sprigiona aromi delicati di olio fresco e note marine o vegetali, accompagnata da una spruzzata di limone che ne esalta la delicatezza.
Consumare immediatamente dopo la frittura per preservare la croccantezza. Se necessario, tenere in forno caldo (80°C) per massimo 10-15 minuti su griglia a maglie per evitare l'umidità. Non conservare in frigorifero perché la pastella si rammollirebbe irrimediabilmente. Gli ingredienti crudi possono essere preparati in anticipo e tenuti in frigorifero, coperti, per poche ore.
1) Raffreddare l'acqua gassata o aggiungere cubetti di ghiaccio alla pastella poco prima dell'uso: il freddo ritarda la formazione del glutine, garantendo una frittura più ariosa. 2) Friggere pochi pezzi alla volta per mantenere la temperatura dell'olio costante (170-180°C) ed evitare che si attacchino.

Tesoro, prendi le carote e le zucchine. Pelale e tagliale a bastoncini lunghi e sottili, come fiammiferi un po' più grossi. Poi, con un po' d'amore, asciugale benissimo con della carta da cucina. L'acqua è nemica della croccantezza! Mettile in un piatto e riponile in frigo.
Ora dedichiamoci ai gamberi. Togli la testa, il guscio e la venetta scura sul dorso. Sciacquali velocemente sotto l'acqua fredda e poi asciugali con cura, proprio come hai fatto con le verdure. Anche loro vanno in frigo, tesoro, devono essere freddissimi.
Mettiamo la farina nella ciotola del robot. Ora, con la pala montata, accendiamo a velocità 4 per pochi secondi, giusto per setacciarla un po' e renderla ariosa.
Ecco il segreto: versa l'acqua gassata ghiacciata tutta in un colpo. Mescola pochissimo, solo per incorporare. La pastella deve restare grumosa, piena di bollicine, come se fosse arrabbiata! Non deve essere liscia, altrimenti diventerà gommosa. Aggiungi anche un cubetto di ghiaccio e spegni subito. Tieni la ciotola a bagnomaria con del ghiaccio fino al momento di friggere.
In una pentola capiente, porta abbondante olio di semi a 170-180 gradi. Per capire se è pronto, butta un goccio di pastella: deve affondare e risalire subito formando delle bollicine dorate. Mentre si scalda, prepara un vassoio con della carta assorbente.
Prendi un gambero o un bastoncino di verdura dal frigo, passalo nella farina asciutta, scuotilo e poi tuffalo nella pastella fredda. Lascia che la pastella lo rivesta appena, non deve essere una coperta spessa. Poi, con delicatezza, immergilo nell'olio caldo. Friggi pochi pezzi alla volta, per non abbassare la temperatura dell'olio. Girali una volta e toglili quando sono dorati e croccanti, dopo circa 2-3 minuti. Scolali bene sulla carta.
Servi subito, caldissima, su un piatto. Una spruzzata di limone e un pizzico di sale grosso fanno miracoli. Sentirai che scricchiolio d'amore!