
incontra la profondità terrosa della soia Tamari in un dialogo di rara raffinatezza. La promessa è quella di un'esperienza sensoriale nitida, che restituisce il carattere del mare attraverso una tecnica rispettosa e una sapiente dosatura degli aromi.
La magia si compone in pochi, essenziali contrasti: la morbidezza burrosa delle fettine di ricciola, tagliate con precisione chirurgica, viene risvegliata dalla marinatura agrodolce, dove l'aceto di vino bianco dona una punta di vivacità che si placa nello zucchero di canna. L'aneto fresco, con la sua nota erbacea e leggermente pungente, e la micrograttugia di scorza d'arancia creano un'aura aromatica che avvolge senza sopraffare, mentre i grani di pepe rosa offrono lievi esplosioni floreali e un tocco cromatico prezioso.
Pensato per inaugurare una cena importante o per un aperitivo sofisticato, questo piatto conquista per la sua apparente semplicità e per l'impatto immediato. È un inno alla materia prima, che sul piatto si trasforma in un gioco di trasparenze e sapori concentrati, lasciando una scia lunga e pulita.

Un'eleganza marina che seduce il palato con la sua essenzialità sapiente: il carpaccio di ricciola marinato è un manifesto di purezza, dove la freschezza cristallina del pesce incontra la profondità terrosa della soia Tamari in un dialogo di rara raffinatezza. La promessa è quella di un'esperienza sensoriale nitida, che restituisce il carattere del mare attraverso una tecnica rispettosa e una sapiente dosatura degli aromi.
La magia si compone in pochi, essenziali contrasti: la morbidezza burrosa delle fettine di ricciola, tagliate con precisione chirurgica, viene risvegliata dalla marinatura agrodolce, dove l'aceto di vino bianco dona una punta di vivacità che si placa nello zucchero di canna. L'aneto fresco, con la sua nota erbacea e leggermente pungente, e la micrograttugia di scorza d'arancia creano un'aura aromatica che avvolge senza sopraffare, mentre i grani di pepe rosa offrono lievi esplosioni floreali e un tocco cromatico prezioso.
Pensato per inaugurare una cena importante o per un aperitivo sofisticato, questo piatto conquista per la sua apparente semplicità e per l'impatto immediato. È un inno alla materia prima, che sul piatto si trasforma in un gioco di trasparenze e sapori concentrati, lasciando una scia lunga e pulita.
Assicurati di avere un filetto di ricciola 600 GR già abbattuto (congelato per almeno 96 ore a -18°C e scongelato).
Con una pinzetta, elimina tutte le spine passando le dita sul filetto per sentirle.
Poi, con un coltello affilatissimo e bagnato, affetta il filetto trasversalmente in fettine sottilissime, quasi trasparenti, come se stessi suonando un pianoforte.