
Una purea verde di fave secche, tipica della tradizione pugliese, dal sapore rustico e avvolgente. Si gusta tradizionalmente spalmata su una fetta di pane croccante, con un generoso giro d'olio extravergine a crudo.
Conservare la favetta in un contenitore ermetico in frigorifero per un massimo di 3 giorni. Si può anche congelare in monoporzioni. Prima di servire, se necessario, riscaldare a fuoco basso o a bagnomaria, mescolando e aggiungendo un po' d'acqua per riportarla alla consistenza desiderata.
Per un sapore più intenso, puoi tostare leggermente le fave secche in una padella asciutta prima di cuocerle. La favetta deve essere cremosa ma non troppo liquida: regola la consistenza con l'acqua di cottura. Il giro d'olio a crudo finale è fondamentale per esaltare tutti i profumi.

In una pentola capiente, metti le fave secche sgusciate e coprile con l'acqua fredda. Porta a bollore, poi abbassa la fiamma e cuoci a fuoco lento per circa 20-25 minuti, finché le fave non saranno tenere. Schiuma di tanto in tanto con un mestolo.
Quando le fave sono quasi cotte, unisci la cipolla tagliata a pezzetti non troppo piccoli e una generosa presa di sale. Prosegui la cottura per altri 15 minuti, mescolando di tanto in tanto, finché tutto sarà morbido e ben amalgamato.
Spegni il fuoco e lascia raffreddare la purea per qualche minuto, fino a quando non sarà intiepidita, circa a 70 gradi. Trasferisci tutto in una ciotola e frulla con un frullatore a immersione, versando a filo l'olio extravergine, fino a ottenere una crema liscia e vellutata.
Versa la favetta calda in una ciotola o direttamente nei piatti. Completa con un bel giro d'olio extravergine a crudo e servi subito accompagnando con fette di pane rustico tostato o fresco.